TRIESTE-SALARIO
Perché può
diventare
il quartiere
più desiderato
della Capitale

TRIESTE-SALARIO. Perché può diventare il quartiere più desiderato della Capitale

di Luigi Carletti

L’anno che si chiude è stato per il nostro quartiere – e per Roma più in generale – un anno molto importante. In una città governata per la prima volta da una forza “anti-sistema” come i Cinquestelle, il Trieste-Salario (inserito nel Secondo municipio) ha sperimentato, con non poche fatiche, un governo di centro-sinistra fortemente minoritario rispetto all’insieme della Capitale. Sono infatti soltanto due i municipi governati dal centrosinistra (Primo e Secondo) mentre tutti gli altri sono a guida pentastellata. Ultimo, in ordine di tempo, il popoloso municipio di Ostia, dove il 19 novembre i Cinquestelle hanno vinto il ballottaggio con il centrodestra.

Soffermarsi sulla questione politica rischia di apparire un esercizio stonato in questi giorni che precedono le feste natalizie, con i pensieri tradizionalmente rivolti agli affetti, alla socialità e ai regali che le vetrine già sfavillanti ci suggeriscono. Ma un momento di riflessione e di analisi rispetto ai tempi che ci aspettano è un piccolo lusso che forse ci possiamo permettere, anche alla luce dei temi che le ultime settimane di cronaca hanno messo in evidenza.

Il Trieste-Salario è certamente quel quartiere tranquillo e benestante che molti descrivono, indicandolo quasi come una delle poche oasi nella tumultuosa e spesso drammatica quotidianità della Capitale. Ma i problemi non mancano, e se non affrontati con il giusto rigore, rischiano di crescere fino a diventare ingovernabili. Dall’emergenza abitativa di alcune zone al decoro di molte strade e dei parchi, dalla pulizia al vandalismo fino al non piccolo tema degli anziani lasciati in situazioni di isolamento, il quartiere ha una mappa di esigenze che – se non ancora emergenze – costituiscono comunque un’agenda di impegni tutt’altro che banali.

Impegni per l’amministrazione locale guidata da Francesca Del Bello, impegni per le forze politiche, per le associazioni dei cittadini, per le forze sociali ed economiche che nel Trieste-Salario lavorano ogni giorno. Noi crediamo però che lavorare sul fronte dei problemi aperti, non debba risolversi con il giocare perennemente “in difesa”: il vero salto di qualità oggi consiste nel “giocare all’attacco”, ovvero elaborare un progetto ambizioso e in funzione di quel progetto lavorare innescando ogni energia e sinergia possibile. Anche perché questo quartiere ha possibilità e carte da giocare quasi uniche. Noi riteniamo che oggi – ultimi giorni del 2017 – l’impegno primario di chi ha a cuore questa comunità dovrebbe consistere nel fare del Trieste-Salario il quartiere più “desiderato” di Roma, quello in cui le persone vorrebbero vivere: per i servizi che offre, per il livello di tranquillità e di sicurezza, per le sue scuole e le sue splendide ville pubbliche, per tutto ciò che rende una zona metropolitana diversa (e migliore) rispetto a molte altre.

Il tema non è banale e non appartiene certo alla sfera del campanilismo rionale, bensì a quella della normale competizione socio-economica tra città e – all’interno di una metropoli – tra le diverse aree urbane: fare di questo quartiere un luogo sempre più attrattivo, significa infatti catalizzare investimenti, attirare nuovi residenti, nuove attività imprenditoriali e commerciali. In una parola, equivale ad attivare un volano socio-economico i cui benefici effetti hanno ricadute a tutti i livelli. Questa è la sfida per il 2018 e gli anni a venire. Questo è anche il nostro augurio.