Paolo Villaggio, il Trieste-Salario e il ricordo sui social

di Filippo Bellantoni

“L’ho visto due mesi fa al parco di Tor di Quinto. Oggi non rido. Ma penso al suo lavoro. E’ stato un grande”. “S’incontrava spesso a fare colazione a piazza Verbano o al mercato di via Chiana. Ci mancherà”. Prima Davide, poi Giorgio, condividono su Facebook il loro ricordo di Paolo Villaggio nel quartiere. Ognuno ha il suo aneddoto personale o il luogo speciale del Trieste-Salario dove lo incrociava più spesso.

L’articolo pubblicato il giorno della sua scomparsa su CommunityBook.it, che ha raccolto decine di testimonianze dei suoi “vicini di casa” più illustri, ha anche scatenato una nuova serie di ricordi dei lettori, che hanno raccontato il loro personale rapporto con l’autore genovese nel quartiere. Quello che emerge è uno spaccato in controtendenza con l’immagine pubblica: Villaggio si trasforma da “cinico” a “buon consigliere”, quasi fosse una figura mistica avvolta nella sue tuniche svolazzanti. “L’ho incontrato da Marinari, a Corso Trieste. Sempre con le sue tuniche a righe” scrive Laura. Poi c’è il giovane Lorenzo segnato dalle brevi chiacchierate al bar di piazza Verbano. “Ci parlavo spesso e mi diceva sempre di andarmene dall’Italia. Mi diceva di andare in Australia”. Da quando Villaggio aveva lasciato via Anapo, circa due anni fa, era come mancato qualcosa, s’incontrava sempre più di rado nei suoi luoghi preferiti: tra piazza Crati, via di Priscilla e via Chiana. “Dispiace davvero” scrive Valerio. “Spesso con la moglie andavamo con i nostri cani al Parco Nemorense. Che ricordi!”. Da quando si era allontanato dal quartiere il suo umore pare fosse cambiato, gli mancavano quei luoghi così familiari. “Come dargli torto!” commenta Roberto “Anche lui era del nostro amato quartiere”.

Commenti in ricordo di Villaggio

Commenti in ricordo di Villaggio

Lo speciale su Paolo Villaggio

La corsa per timbrare – Il ricordo di Paolo Villaggio corre anche su altri social media: su Instagram centinaia di foto rievocano le gesta del ragioner Ugo. Marco ricorda quella disperata corsa di Fantozzi per timbrare il cartellino, girata nel 1975 negli attuali corridoi del Consiglio Regionale del Lazio, alla Pisana. “Stamattina attraversare questo corridoio lascia un po’ di tristezza”, scrive Marco ,”ma i tuoi film continueranno a tenerci compagnia, a farci ridere e riflettere”.