La scomparsa di Paolo Villaggio
e il ricordo del suo quartiere

Mario De Angelis e Paolo Villaggio

Mario De Angelis e Paolo Villaggio

Il regista Pier Francesco Pingitore, il gelataio Mario De Angelis, il musicista Piero Pintucci o il postino Stefano Piccioni: i ricordi degli abitanti del Trieste-Salario su Paolo Villaggio si intrecciano tra aneddoti, memoria e vecchie foto scattate in momenti felici. Uno dei più cari amici del comico di Genova è Mario De Angelis, oggi titolare de La casa Cremolato in via di Priscilla: “Paolo era un vero amico, lo conoscevo da sempre. Da quando ero ragazzo era come uno di famiglia. Lui si confidava e io gli raccontavo di me”, spiega Mario mentre mostra le foto e gli abbracci con Paolo Villaggio. “Era un gran goloso e sceglieva sempre il cremolato alla mora. Faceva colazione quasi ogni mattina da noi, restava per ore seduto anche a lavorare ma da qualche anno si era trasferito e non lo vedevo più tanto spesso”. De Angelis è scosso dalla scomparsa dell’amico, benché sapesse che da tempo non stava bene. “Se lo dovessi ricordare direi che era un cinico genuino, dotato di grande intelligenza” conclude De Angelis con un velo di malinconia.

via Anapo

via Anapo, la strada dove abitava Villaggio

A pochi metri da via di Priscilla c’è un altro luogo caro a Villaggio: il tempio delle ricercatezze Arcioni. “Aveva un carattere particolare, diciamo un po’ brusco” ricorda Marcello Arcioni. “Faceva colazione la mattina e sceglieva sempre lo stesso tavolo”. Al musicista Piero Pintucci torna invece alla memoria un episodio del 1972. “Dirigevo l’orchestra del Festival di Sanremo. Quell’anno presentava proprio Paolo Villaggio. Sulla passerella del palco ci scontrammo, rischiando di cadere entrambi nella buca dell’orchestra. Meno male che non siamo caduti, dissi, e lui: Come meno male? Sarebbe stata una gag perfetta!”. Il regista Pierfrancesco Pingitore ricorda il periodo in cui, con Villaggio, condivideva lo stesso manager. “Lo stimavo molto, sia come attore che come caratterista. E’ stata una figura tra le più eminenti del cinema e della letteratura italiana. Un personaggio maiuscolo, fuori dal comune. Ha lasciato qualcosa e non solo nel quartiere”. E poi c’è il ricordo del postino Stefano Piccioni: “Un vecchio collega gli portava la posta e un giorno gli diede 20 euro di mancia. Insomma per andare da lui si faceva la fila” ricorda Piccioni sorridendo.

Paolo Villaggio e Mario De Angelis

Paolo Villaggio e Mario De Angelis, il re del Cremolato

Anche sui social è il giorno di Paolo Villaggio. La scrittrice Isabella Borghese scrive: “Vorrei ringraziare il ragionier Fantozzi per tutte le volte che da bambina mi ha fatto ritrovare seduta in poltrona con mio fratello. Grazie ragionier Fantozzi, e chissà quanti fratelli e sorelle avrai fatto stare vicini”. Il giornalista Enrico Mentana, anche lui per anni al Trieste-Salario, ricorda così il suo ex vicino di casa. “Adulti e bambini continueranno a ridere e a riflettere sui film di Fantozzi. Così era Paolo Villaggio, in pubblico e in privato: con la sua costante vena antiretorica, una corazza di cattivo umore e sotto un gran cuore. In modo del tutto diverso, ma similmente ad Alberto Sordi resterà nella storia italiana come volto di un’epoca, impegno, sberleffo e frustrazione”.

Leggi anche: Paolo Villaggio e i luoghi preferiti dal “cinico” di via Anapo
Paolo Villaggio e il ricordo sui social