Vecchie e nuove generazioni si incontrano a Villa Paganini. Qui giovani di ogni età, bambini in procinto di iniziare le scuole e coppie di amanti consolidati si incrociano nel verde del parco compreso tra via Nomentana e Corso Trieste.

Dino e Anna, da 50 anni sulla stessa panchina (sempre all'ombra) di Villa Paganini

Dino e Anna, da 50 anni sulla stessa panchina (sempre all’ombra) di Villa Paganini

Dino e Anna, entrambi pensionati, si godono l’ombra di un grosso albero mentre a pochi metri di distanza un gruppo di ragazzi gioca riunito in un cerchio. Quella su cui siedono ogni mattina, raccontano, è l’unica panchina che resta sempre al fresco. “Stiamo insieme dal 1962”, spiega Anna. “E siamo sposati da più di 50 anni. Ci piace moltissimo questo posto, veniamo quasi ogni giorno ci sediamo su questa panchina, che resta sempre all’ombra. E’ il nostro modo di vivere Villa Paganini. E’ la nostra panchina”.

Come altre aree verdi del quartiere, Villa Paganini è anche punto di ritrovo per gli “amici” degli animali. Anche se non c’è un’area dedicata ai cani come quella del Parco Nemorense, ogni giorno centinaia di persone portano il proprio animale in questo parco. Maria, insegnante 40enne, di cani ne ha ben quattro e ogni giorno li porta a giocare nella piccola oasi verde, entrando dall’ingresso di via Nomentana. “Preferisco venire qui perché c’è sempre spazio libero e non è mai molto affollata. Ho tanti ricordi legati a questo parco. Venivo da bambina a giocare al laghetto, con mio nonno”. C’è infatti un piccolo specchio d’acqua al centro del parco, con un ponticello in legno e un ninfeo. “Circa dieci anni fa” racconta Massimo, che oggi è in pensione e ha più tempo per i parchi del quartiere “l’area fu restaurata ed era un vero gioiello. Purtroppo oggi non è più così: alcune panchine sono danneggiate e il laghetto non è pulito come una volta”.

Laghetto e rose a Villa Paganini

Laghetto e rose a Villa Paganini

Un po’ di storia – Villa Paganini, è uno dei più piccoli tra i parchi del Trieste-Salario (2,5 ettari). E’ stato riaperto nel 2004 dopo una spesa di tre milioni di euro e un lungo restauro svolto dalla Sovraintendenza Comunale. L’intervento ha ripristinato la zona sorta alla fine dell’Ottocento dopo i vari interventi di trasformazione e riduzione della proprietà settecentesca del Cardinal Alberoni. L’origine del Parco è legata al cardinale Pierbenedetti da Camerino, che acquistò la “Vigna” nel 1585, per poi trasformarla in residenza di prestigio. Nel 1722 la tenuta venne acquistata dal Cardinale Alberoni e nel 1890 dal Senatore Paganini (da cui prende il nome oggi). Infine nel 1934 il Comune di Roma acquistò il complesso adibendo il Casino Nobile a sede scolastica.

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