Viaggio nei parchi più belli di Roma
per salutare l’estate che va

Accomunano nuove e vecchie generazioni, accolgono chi ama stare all’aria aperta, chi vuole rimettersi in forma o ha solo bisogno di un po’ di fresco o di silenzio per concentrarsi a meditare. Sono luoghi dove si ripetono riti quotidiani come la lettura del giornale, la passeggiata o la corsa mattutina. I parchi del Trieste-Salario sono isole di pace dove, sia romani che turisti, trovano un porto sicuro, lontano da smog e caos cittadino. Un bel modo per salutare quest’estate che lentamente se ne va.

L'area cani di via Nemorense

L’area riservata ai cani di Parco Nemorense

A settembre i polmoni verdi del quartiere sono più affollati del solito perché colmi di bambini ancora in “licenza” prima dell’inizio delle scuole o di ex-vacanzieri alla ricerca di quella tranquillità che per qualche ora li protegga dal caos cittadino. Se la più rinomata Villa Borghese ospita in gran parte turisti che si godono le tipiche temperature settembrine romane, il più piccolo Parco Nemorense (o Virgiliano per gli amanti della poesia latina) è popolato soprattutto da cittadini della zona compresa tra piazza Crati e via Nemorense. Quest’area dalle dimensioni ridotte rappresenta l’ideale di giardino nel quartiere (nonostante il degrado degli ultimi anni) con una zona recintata dedicata ai quattro zampe.

Anche Villa Ada ha risentito del gran caldo

Anche Villa Ada ha risentito del gran caldo

L’immensa Villa Ada, il più grande parco pubblico di Roma, si adatta invece di più a chi ama fare sport e ha bisogno di ampi spazi per correre o allenarsi. Si estende per ben 180 ettari, da via Salaria fino a via della Moschee. Nel parco ci sono sei nasoni (o se preferite chiamatele fontanelle pubbliche) dai quali, anche se con pressione ridotta, ancora sgorga acqua nonostante l’ordinanza anti siccità del sindaco. Il caldo torrido e la mancanza di piogge hanno segnato anche i parchi: le distese verdi di Villa Ada si sono oggi trasformate in prati color giallo ocra.

Dino e Anna, da 50 anni sulla stessa panchina (sempre all'ombra)

Dino e Anna, da 50 anni sulla stessa panchina (sempre all’ombra)

A Villa Paganini si incrociano tre generazioni: mentre un gruppo di bambini gioca all’ombra di un pino secolare sotto lo sguardo attento di una mamma, nella panchina a fianco una coppia di anziani cerca un po’ di fresco. Dino e Anna sono sposati dal 1962 e ogni giorno, da 50 anni, siedono nello stesso posto. Il parco lo conoscono bene: hanno scelto l’unica panchina che per tutta la mattina è protetta dall’ombra. A Villa Borghese, a due passi dalla Galleria Borghese che tra gli altri ospita opere del Bernini, Raffaello e Caravaggio, c’è una piccola fontana circolare (ce ne sono ben 15 tra fontanelle e nasoni). Qui ogni mercoledì, alle 13:30, si raduna una decina di persone per meditare. Incontri gratuiti organizzati da Riccardo, un 40enne che sviluppa siti web. Riccardo è appassionato di spiritualità e tecniche meditative e ogni giorno passa la pausa pranzo a meditare immerso nel verde e nel silenzio di Villa Borghese.
Tra via Asmara e via Nomentana c’è invece Villa Leopardi, il piccolo parco è frutto della trasformazione di un’area agricola in “giardino di delizie”. Qui si riuniscono spesso i pensionati del quartiere che frequentano il Centro sociale anziani Villa Leopardi o la Cooperativa sociale San Saturnino. La Villa ospita una biblioteca comunale con ben ventimila volumi e 5500 Dvd. Poco più a nord, sempre in zona Africano, c’è Villa Chigi: un’opera di costruzione settecentesca voluta dal cardinal Flavio Chigi con aiuole e boschetti di lecci. Quindici anni fa il parco è stato restaurato riproponendo disegni di giardini dallo stile settecentesco.

La vecchia abitudine di leggere il quotidiano al parco

La vecchia abitudine di leggere il quotidiano al parco

Per gli amanti dell’arte e della storia c’è anche Villa Torlonia, su via Nomentana, la più recente delle ville romane che fu la residenza di Mussolini e conserva un fascino particolare, per l’originalità del giardino paesistico all’inglese. Qui si trovano due musei: il Casino Nobile e la Casina delle Civette.

Osservando la mappa del verde del quartiere ci si rende conto che basta percorrere pochi chilometri per passare dagli ampi spazi verdi di Villa Ada, alla più raccolta e tranquilla Villa Paganini o al Parco Nemorense. Ce n’è davvero per tutti: ogni angolo di natura del Trieste-Salario è un mondo a parte. Si tratta di oasi che offrono quasi tutti gli elementi naturali: aria, terra e acqua, conservando allo stesso tempo un’identità ben definita. Sono luoghi che diventano rifugio, area gioco o fonte d’ispirazione, che accolgono pensieri e sono custodi di storie e riti personali.

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(Filippo Bellantoni)

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