La Storia del Trieste-Salario è un tema così affascinante da attirare sempre un pubblico attento e curioso. Così è stato anche venerdì 16 alla libreria Feltrinelli di viale Libia, dove si presentava il volume “La Storia del Trieste-Salario: dalla preistoria a oggi”, autentico best-seller di questi mesi nell’area di Roma nord, pubblicato da Typimedia e curato da Sara Fabrizi con il coordinamento editoriale di Simona Dolce e foto di Giada Patrizi.

Ed è stata proprio Sara Fabrizi ad aprire la presentazione con sei racconti-flash su altrettante immagini del quartiere tra storia, arte e archeologia. Un racconto che ha subito catalizzato l’attenzione del numeroso pubblico presente nella sala della Feltrinelli, e che ha poi seguito – letteralmente affascinato – l’esposizione di Martina Gatti, storica dell’arte e presidentessa dell’associazione Sinopie.

Attraverso immagini e cartografie di varie epoche, Martina Gatti ha ricostruito la nascita e lo sviluppo del Trieste-Salario fino ai giorni nostri, soffermandosi sui luoghi di maggior interesse culturale. Luoghi che spesso risentono di una non completa conoscenza e anche di una parziale consapevolezza degli stessi romani rispetto al valore e alle potenzialità culturali e turistiche di un patrimonio straordinario.

E proprio su questo punto si è voluto soffermare Luigi Carletti, presidente di Typimedia, per raccontare il progetto CommunityBook che, oltre al volume di storia, nel 2017 ha partorito il libro sui 101 personaggi del quartiere. Entrambe le opere hanno avuto un notevole successo di copie e di critica, segnalandosi nel panorama editoriale romano come prodotti assolutamente originali e qualitativamente apprezzabili. Partendo proprio dalla collana CommunityBook, Carletti ha poi annunciato la prossima nascita di RomaH24 Trieste-Salario, testata giornalistica basata sia sul digitale che sulla carta.

Numerose le domande e gli interventi del pubblico in sala, con particolare riferimento alla necessità di un’informazione più puntuale e tempestiva su un’area di Roma che – è stato più volte ricordato – ha la stessa popolazione (se non maggiore) di capoluoghi regionali come Cagliari, Perugia o Ancona.

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